Come nasce la SIMP
Premessa
In questa sezione del sito viene presentata la storia della SIMP attraverso la vita delle sue Sezioni Locali o periferiche secondo quanto pubblicato nel testo di Antonelli " I primi 25 anni della SIMP.
Si tratta della storia degli esordi della SIMP sino al 1990 data di pubblicazione del testo.
Ma la storia delle sezioni e della SIMP non si è certamente fermata al 1990 e si sta tuttora svolgendo.
L'informazione sul periodo dal 1990 ad oggi verrà quanto prima completato grazie al contributo di quei soci che hanno vissuto tale periodo e dei documenti ancora disponibili (un incendio alcuni anni fa ha gravemente
danneggiato l'abitazione dell' allora Presidente Antonelli, e distrutto l'archivio e la biblioteca della Società).
La scelta di inserire nel Sito la storia delle Sezioni, attraverso quanto scritto
in tempi corrispondenti o molto prossimi agli eventi, secondo le modalità allora utilizzate per informare e raccontare può offrire un contributo alla reale comprensione di quanto accaduto, in momenti particolari ed anche, spesso, molto differenti da quelli attuali.
Il racconto, quasi in presa diretta, della storia della SIMP attraverso quella delle sue Sezioni, con la narrazione di attività programmate e fatte o tentate, o solo sognate, delle difficoltà incontrate dei successi e delle delusioni, può offrire ai vecchi soci momenti di memorizzazione e ai soci attuali elementi di conoscenza delle proprie origini.
Può però anche essere motivo di curiosità per lettori del sito sul come può essere vissuta e vivere una Società scientifica particolare che si muove nell'ambito di una dimensione ancora e per molti aspetti misteriosa quale la psicosomatica.
Come nascono le Sezioni
Le sezioni periferiche sono il polmone della SIMP: la loro proliferazione ha sempre provocato un costante aumento di soci.
Ovviamente ciò ha sempre interessato la SIMP non certo come fatuo proselitismo bensì come diffusione capillare del pensiero psicosomatologico.
Non tutte le sezioni sono “pure”: sia pur raramente, talvolta sono state fondate solo perché qualcuno provava a strumentalizzarle come mezzuccio di gratificazione personale; poco male: chi aveva questi intenti ha presto ceduto, non appena appagato da quella ventata di notorietà, passando la mano ad altri, più autenticamente motivati; in ogni caso, qualunque fosse stato il primum movens, una sezione nasceva e diventava punto di riferimento e di incontro per parlare di psicosomatica.
Le sezioni sono nate per interessi esclusivamente scientifici, per diventare cioè autentici “seminari”.
Le prime sezioni si formarono spontaneamente, prima ancora di formalizzarsi in costituzioni ufficiali:
a Roma dove risiedeva la maggioranza dei soci fondatori della SIMP, a Verona dove attorno a Guantieri già gravitava un centro-studi sull'ipnosi,
a Chieti dove Di Donato creava un carisma di serietà professionale e di solida preparazione entusiasmando e “convertendo” la locale classe medica, a Padova dove l'appassionato pionierismo di Galeotto per la psicoprofilassi ostetrica appariva convincente e contagiosa, a Firenze dove Lapiccirella cercava una piattaforma per impiantare il “suo” congresso del 1971.
Nel 1969 il CD istituì ufficialmente le sezioni stabilendo le norme per la loro formazione, e le inserì nello Statuto come art. 7 che recita:
La S.I.M.P. prevede la costituzione di sezioni locali che si definiscono con il nome della città o della regione.
Esse si formano su iniziativa di un gruppo di soci; fanno capo ad un coordinatore (indicato dai soci stessi) che ne gestisce l'attività informandone di continuo la Presidenza.
La loro costituzione va ratificata dal CD.
Le sezioni hanno lo scopo di promuovere iniziative scientifiche su piano locale per lo sviluppo della psicosomatica e nel rispetto delle norme statutarie della S.IM.P.
Esse non hanno scopo di lucro, non richiedono quote suppletive di associazione, dovrebbero organizzare almeno una manifestazione scientifica l'anno.
Nel 1987, quando le sezioni locali erano già una trentina, il C.D. diramò i seguenti “suggerimenti” per l'interpretazione esatta di tale articolo.
La SIMP prevede la costituzione di “Sezioni Locali” che si definiscono con il nome della città o della regione.
Il riferimento alla “regionalità” è accettabile solo nel caso che la regione, in cui una sezione si costituisce, sia “scoperta”.
Es.: in Campania non esisteva nessuna sezione, sicché quella costituitasi a Napoli si definì “Campana”.
Ma dal momento che,poco dopo, si costituì una sezione stabiese (a Castellammare di Stabia), sarebbe opportuno che la sezione campana si ristrutturasse e si definisse Napoletana.
Lo stesso discorso vale per la Sezione Emiliano- Romagnola quando esistono, almeno sulla carta, le sezioni parmense e ferrarese, e per la Sezione Triveneta quando ci sono le sezioni di Padova e di Venezia. Forse i problemi che hanno disturbato la Sezione Toscana non sarebbero emersi se in Toscana si fossero individualizzate diverse sezioni cittadine.
Vanno benissimo le sezioni sarda, marchigiana, abruzzese ma solo finché non emergano realtà locali.
Bene ha fatto da sempre Milano a non definirsi Sezione Lombarda, la¬sciando così spazio alle sezioni bresciana, bergamasca e varesina, così come bene ha fatto Roma a non definirsi laziale permettendo la nascita, a Mentana Monterotondo, di una Sezione Tiberina.
Esse si formano su iniziativa di un gruppo di soci, facendo capo ad un coordinatore (indicato dai soci stessi) che ne gestisce l'attività informandone di continuo la Presidenza.
Nel “fac-simile” del protocollo di costituzione di sezioni locali si parla di un “coordinatore” coadiuvato da un altro socio.
C'è un motivo per cui non si è parlato di un presidente aiutato da un segretario.
Le parole presidente e segretario sono pericolose perché capaci di suscitare pruriti di potere, gelosie, conflittualità.
Si ritiene che nessuno possa inorgoglirsi di essere un coordinatore o un coadiuvatore, parole estranee alla terminologia di ogni “escalation”.
Si scelsero quei termini solo per definire il compito faticoso, umile, servizievole di chi intende darsi da fare per la psicosomatica più che per se stesso.
Più cireneo che leader.
I vantaggi della notorietà locale non sono negati, come è giusto che sia, in compenso all'impegno, ma in termini frenati e frenanti: chi porta la tor¬cia d'olimpia nell'ultima frazione non è certo l'ultimo arrivato, ma le decine di milioni di telespettatori si emozionano per il tripode che si infiamma più che per il tedoforo che l'accende. Il coordinatore è “indicato” dai soci.
Indicato può significare eletto. Ma c'è un motivo per cui lo statuto ha privilegiato il termine “indicato”. Si esclude ogni formalità.
L'elezione presuppone campagne elettorali e caccia al posto di potere.
Il coordinatore non ha alcun potere.
È il “ragioniere” o il “notaio” della situazione, è un uomo di buona volontà che cerca di fare il suo meglio per organizzare una conferenza, un corso, un qualcosa qualunque affinché la psicosomatica si diffonda, venga capita, sia realizzata.
Si parla di “un” coordinatore e di “un” coadiuvatore.
Finora, soltanto in un caso si è verificata l'opportunità di nominare due coordinatori.
Si propone la soluzione di un'alternanza anno per anno, ma se anche questa staffetta dovesse provocare problemi a Torino restino pure in due. Del resto la repubblica di San Marino vive da secoli con due governatori!
I coadiuvatori invece possono essere due o anche più, a seconda del volume di attività.
Lo statuto non parla dei coadiuvatori ma è ovvio che un coordinatore possa valersi di quanti collaboratori vuole o abbisogni.
Questi devono essere quindi nominati dal coordinatore stesso, con incarichi precisi.
Non pare logico che essi vengano eletti dalla base quando non costituiscono una figura prevista dall'art. 7 e quando la base non elegge nemmeno il coordinatore limitandosi ad “indicarlo” cioè a sceglierlo bonariamente tra i soci più disponibili.
In alcune sezioni si sono costituiti strumenti vari, definiti comitati di coor-dinamento o commissioni tecnico-scientifiche o altro.
Lo statuto non prevede tali strutture; esse pertanto dovrebbero essere eliminate.
Alcune sezioni hanno poi ritenuto opportuno stilare un regolamento interno, talvolta fonte di contrasti e con effetti paralizzanti.
Per mettersi d'accordo sulle linee generali basta un'assemblea all'anno; non serve una normativa discussa e votata.
Le Sezioni Locali sono soltanto nuclei incaricati di organizzare qualche manifestazione scientifica di sensibilizzazione dell'ambiente e di formazione per i soci: più simili a salotti letterari che a micro-società. Un regolamento rischia di falsare il senso della sezione locale burocratizzando quello che dovrebbe essere solo un gruppo di colleghi motivati ad incontrarsi ogni tanto per parlare di un interesse in comune.
Ora, se qualche sezione è proprio convinta che un regolamento sia assolutamente necessario, se lo tenga pure: in tal caso si consiglia di farlo, almeno, il più agile e semplice possibile.
Ma le sezioni che ancora non si sono regolamentate, vogliano gentilmente recepire il suggerimento e non farlo.
Informare la presidenza
Ciò appare ovvio sia per correttezza sia soprattutto affinché le attività locali trovino un'eco sul Bollettino e cioè siano note a tutti i soci della SIMP.
Informare di continuo può sembrare eccessivo se lo si fraintende come una specie di filo diretto: in realtà quel “continuo” va interpretato come “ogni volta che si fa qualcosa”.
Basterebbe mettere l'indirizzo della presidenza nella mailing list a cui si spediscono gli inviti per una conferenza o altro.
La loro costituzione va ratificata dal Consiglio Direttivo.
Le Sezioni hanno lo scopo di promuovere iniziative scientifiche su piano locale per lo sviluppo della psicosomatica e nel rispetto delle norme statutarie della SIMP.
La ratifica viene concessa appena ricevuto il documento firmato da tutti i soci fondatori della sezione, ma ovviamente essa non ha carattere di eternità: si rinnova automaticamente ma può essere revocata nel caso che la sezione resti assolutamente inattiva oppure svolga attività contrastanti le norme statutarie.
Ogni coordinatore è invitato a spedire alla presidenza, verso Natale, una relazione sull'attività svolta nel corso dell'anno che sta finendo.
Il C.D. valuta tali relazioni e di anno in anno, rende pubblico l'elenco delle sezioni in atto.
Esse non hanno scopo di lucro, non richiedono quote suppletive di associazione, dovrebbero organizzare almeno una manifestazione scientifica all'anno.
Questo comma sembra essere puntualmente trasgredito in quanto quasi tutte le Sezioni prevedono il versamento di una quota.
Ma la trasgressione è solo apparente poiché, in effetti, si tratta di una simpatica autotassazione per coprire le spese della carta intestata, dei francobolli, di qualche programma-invito.
Ciò indica un modesto ma concreto coinvolgimento dei soci e pertanto è una gradita dimostrazione di impegno.
Nel caso che le spese aumentino, il coordinatore è autorizzato a chiedere l'aiuto della SIMP inviando alla presidenza prima un bilancio preventivo (per avere l'autorizzazione alle spese) e poi un consuntivo con la dovuta documentazione (per ottenere il rimborso).
Si evitino spese inutili come l'affitto di sale per conferenze: di volta in volta si cerchi l'ospitalità di un Ordine dei Medici o di un Comune o di un circolo culturale.
Per le spese di stampa e di spedizione si cerchi la sponsorizzazione di una casa farmaceutica.
Tutti questi “appoggi” devono essere però molteplici onde evitare gemellaggi fissi che potrebbero nuocere all'immagine indipendente dalla Sezione.
Le Sezioni più grosse e con programmi più impegnativi (tipo congressi, corsi, seminari) che prevedono un giro di denaro (iscrizioni, rimborso-spese, contributi, stampati, ecc.) avrebbero bisogno di un codice fiscale e di una partita IVA per cui dovrebbero costituirsi in associazione dandosi un semplicissimo statuto ad hoc di cui si allega un prototipo.
Le spese notarili sono a carico della SIMP.
FAC SIMILE DI STATUTO
Art. 1 - È costituita un'Associazione sotto la denominazione “Sezione... della SIMP”.
Art. 2 - La Sezione... (d'ora in avanti denominata SX) ha finalità scientifiche e non ha scopo di lucro. Ha lo scopo di promuovere manifestazioni culturali (convegni, conferenze, seminari, corsi) per lo sviluppo della medicina psicosomatica nella zona.
Art. 3 - La SX ha sede presso il domicilio del Presidente in carica.
Art. 4 - La SX ha una sola categoria di soci. I soci non possono essere meno di dieci. La carica di socio decade per dimissioni o per mancato versamento delle quote.
Art. 5 - Gli organi della SX sono l'Assemblea dei soci e il Presidente.
a) Assemblea Si riunisce su convocazione del Presidente o su richiesta scritta di un terzo dei soci. Elegge il Presidente. Può modificare lo statuto. I soci dispongono di un voto ciascuno. Gli assenti possono delegare per iscritto un socio. Decide a maggioranza semplice, qualunque sia il numero dei soci presenti. Discute e vota ogni iniziativa e programma. Definisce la quota annuale.
b) Il Presidente. È il coordinatore della Sezione Locale. Ha la rappresentanza dell'associazione. Amministra il patrimonio sociale. Prende iniziative di ordinaria amministrazione. Gestisce la realizzazione dei programmi votati dall'Assemblea valendosi della collaborazione di uno o più coadiuvatori.
Dura in carica un anno ed è rieleggibile. La carica è gratuita.
Art. 6 - Il patrimonio sociale è costituito dalle quote annuali dei soci e da qualsiasi altro possibile provento che è comunque riservato a fini scientifico-culturali.
FAC SIMILE DI ATTO COSTITUTIVO
Alla Presidenza della SIMP
I sottoscritti soci comunicano di essersi riuniti in data…………………
per costituire una SEZIONE LOCALE della S.I.M.P., denominata .........................
con sede in via………………………………………. , tel. ……………………….mail ……………………….
e di avere indicato come COORDINATORE il Dr……………………………………………………….
che sarà coadiuvato da …………………………………….
Con la presente comunicazione si richiede là ratifica da parte della Presidenza.
NOME E COGNOME DEI SOCI recapiti e firma
…………………………………………………..
……………………………………………………
............................................